Tutto quello che devi sapere sul concordato preventivo in Italia: requisiti di accesso, procedura passo-passo, costi reali, tempistiche, differenze tra continuità aziendale e liquidatorio, omologazione e cram down. Con esempi pratici e riferimenti normativi aggiornati al D.Lgs 14/2019 e al Correttivo-ter 2024.
Leggi la guida completa → 45 minSimulazione completa per partite IVA, forfettari e soggetti ISA.
Modifiche al concordato minore, semplificato e alle misure protettive.
Chi può aderire, calcolo e scadenze della rottamazione quinquies.
Il concordato preventivo è la procedura principale per le imprese commerciali sopra soglia in stato di crisi o insolvenza. Disciplinato dagli articoli 84-120 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs 14/2019), consente all'imprenditore di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione del debito, evitando la liquidazione giudiziale e preservando, quando possibile, la continuità aziendale e i posti di lavoro.
Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è lo strumento introdotto dal D.Lgs 13/2024 che consente a partite IVA, forfettari e soggetti ISA di concordare il reddito imponibile con l'Agenzia delle Entrate per i successivi due anni, ottenendo certezza fiscale e semplificazione degli adempimenti.
Il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (art. 25-sexies CCII) è lo strumento introdotto nel 2021 e poi confluito nel Codice della Crisi. Rappresenta la via rapida per le imprese che hanno tentato senza successo la composizione negoziata: nessun voto dei creditori, il Tribunale decide direttamente sull'omologazione.
Le procedure per i debitori "sotto soglia" che non possono accedere al concordato preventivo: professionisti, ditte individuali, imprenditori agricoli, start-up innovative e consumatori. Disciplinate dagli articoli 65-83 e 268-283 del Codice della Crisi, offrono strumenti di ristrutturazione, liquidazione e cancellazione del debito anche per i soggetti più piccoli e vulnerabili.
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Il concordato preventivo è una procedura volontaria: l'imprenditore propone un piano ai creditori per ristrutturare il debito, mantenendo potenzialmente il controllo dell'azienda. La liquidazione giudiziale (ex fallimento) è invece una procedura imposta dal Tribunale che comporta la perdita del controllo e la disgregazione del patrimonio. Il concordato serve proprio a evitare questo scenario.
Imprenditori commerciali che superano almeno una delle soglie dimensionali previste dal CCII: attivo patrimoniale superiore a €300.000, ricavi superiori a €200.000, o debiti superiori a €500.000. L'imprenditore deve trovarsi in stato di crisi o insolvenza e non deve essere già in liquidazione giudiziale.
Il CPB è uno strumento con cui l'Agenzia delle Entrate propone al contribuente un reddito imponibile per due anni. Possono aderire le partite IVA soggette agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e i contribuenti in regime forfettario. L'adesione è facoltativa e garantisce assenza di accertamenti sul reddito concordato per il biennio.
È una procedura concorsuale per debitori "sotto soglia" che non possono accedere al concordato preventivo: professionisti, ditte individuali, imprenditori agricoli, start-up innovative e piccole imprese. Si presenta tramite un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e richiede l'approvazione del 50% dei creditori.
I costi variano in base alla complessità. Tipicamente comprendono: onorari dell'attestatore (€10.000-50.000+), spese legali (€15.000-80.000+), contributo unificato e spese di procedura. Per PMI di medie dimensioni il totale si aggira tra €30.000 e €100.000. Abbiamo una guida dedicata con tabelle dettagliate per fascia dimensionale.
Sì, tramite l'esdebitazione dell'incapiente (art. 283 CCII). Se sei una persona fisica senza beni né redditi sufficienti, puoi ottenere la cancellazione totale dei debiti residui, a condizione che dimostri meritevolezza e assenza di colpa grave nella determinazione della crisi. È un beneficio utilizzabile una sola volta nella vita.
Il concordato semplificato è accessibile solo dopo il fallimento della composizione negoziata, non prevede il voto dei creditori (decide il Tribunale), ha tempi più brevi (4-8 mesi vs 8-18) e serve esclusivamente alla liquidazione del patrimonio. Il concordato preventivo è più flessibile, prevede il voto e può essere sia in continuità che liquidatorio.