Cos'è il concordato preventivo biennale

Il concordato preventivo biennale, comunemente abbreviato in CPB, è uno strumento di compliance fiscale introdotto nell'ordinamento tributario italiano dal Decreto Legislativo 12 febbraio 2024, n. 13, in attuazione della delega fiscale contenuta nella Legge 9 agosto 2023, n. 111. A differenza del concordato preventivo disciplinato dal Codice della Crisi d'Impresa — che è una procedura concorsuale per imprese in difficoltà — il CPB è uno strumento di natura prettamente fiscale che non ha nulla a che fare con situazioni di crisi o insolvenza. Si tratta di un accordo tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate attraverso il quale viene definito in anticipo il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF o IRES) e dell'IRAP per un periodo di due anni.

L'idea alla base del CPB è semplice ma innovativa: l'Agenzia delle Entrate, sulla base delle informazioni disponibili nelle banche dati fiscali e degli Indici Sintetici di Affidabilita (ISA), formula una proposta di reddito imponibile per il biennio successivo. Il contribuente può accettare questa proposta — impegnandosi a dichiarare almeno il reddito concordato per i due anni — oppure rifiutarla, continuando a dichiarare il reddito effettivo. Se accetta, ottiene in cambio una serie di vantaggi significativi, primo fra tutti l'esclusione dagli accertamenti basati sugli ISA e sui parametri presuntivi per il periodo concordato.

Il CPB rappresenta un cambio di paradigma nel rapporto tra Fisco e contribuente: anziché un sistema fondato esclusivamente sul controllo a posteriori, si introduce un meccanismo di "patto" preventivo che offre certezza fiscale al contribuente e gettito prevedibile all'Erario. Non è un condono né una sanatoria: è uno strumento di programmazione fiscale che si applica al reddito futuro, non a quello passato. Tenere ferma questa distinzione è il presupposto per comprendere correttamente la natura e le finalità dell.istituto: il CPB guarda in avanti, mentre condoni e definizioni agevolate intervengono sul pregresso.

📌 In breve

Il CPB è un accordo con l'Agenzia delle Entrate per fissare il reddito imponibile per 2 anni. Non è una procedura concorsuale ma uno strumento fiscale per partite IVA. Garantisce certezza fiscale in cambio dell'impegno a dichiarare almeno il reddito concordato.

Chi può aderire al CPB

L'accesso al concordato preventivo biennale non è universale: il legislatore ha individuato due categorie specifiche di contribuenti che possono beneficiare di questo strumento, ciascuna con regole e presupposti leggermente diversi.

Contribuenti soggetti agli ISA

La prima e principale platea di destinatari è quella dei contribuenti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilita fiscale (ISA), vale a dire imprese individuali, società di persone, società di capitali e lavoratori autonomi che esercitano attività per le quali è stato approvato un ISA. In pratica, si tratta della grande maggioranza delle partite IVA italiane che operano nei settori del commercio, dell'artigianato, dei servizi e delle professioni. Per questi soggetti, il CPB ha una durata biennale e il reddito concordato viene determinato sulla base degli algoritmi ISA, delle informazioni presenti nell'Anagrafe Tributaria e dei dati dichiarati dal contribuente negli anni precedenti.

Sono esclusi dall'accesso al CPB i contribuenti soggetti ISA che si trovano in una delle seguenti condizioni: hanno debiti tributari di importo complessivo superiore a €5.000 (compresi interessi e sanzioni, con esclusione dei debiti oggetto di sospensione o rateizzazione regolarmente in corso); non hanno presentato la dichiarazione dei redditi per almeno uno dei tre periodi d'imposta precedenti; sono stati condannati per reati tributari nei tre anni precedenti.

Contribuenti in regime forfettario — ESCLUSI dal 2025

I contribuenti in regime forfettario sono stati esclusi dal CPB a partire dal 2025. La loro partecipazione era prevista in via sperimentale per il solo periodo d'imposta 2024 — un singolo anno, non un biennio — ai sensi dell'art. 7, comma 2, del D.Lgs. 13/2024. L'art. 7 del D.Lgs. 81/2025 ("Correttivo-bis", in vigore dal 12 giugno 2025) ha abrogato il concordato per i forfettari con effetto dal 1° gennaio 2025, limitandone l'applicazione al solo 2024. Chi aveva aderito per il 2024 ha esaurito lì l'accordo; dal 2025 i forfettari non possono più aderire.

Forfettari esclusi

Dal 2025 i contribuenti in regime forfettario NON possono aderire al CPB. L'inclusione riguardava esclusivamente il solo anno 2024, a titolo sperimentale (art. 7 D.Lgs. 81/2025). Per i forfettari restano disponibili gli strumenti ordinari di pianificazione fiscale.

✅ Verifica i requisiti

Prima di decidere se aderire, verifica di non avere debiti tributari superiori a €5.000 e di aver presentato tutte le dichiarazioni degli ultimi 3 anni. In caso contrario, potresti essere escluso dal CPB.

Calcolo imposte nel concordato fiscale biennale
La flat tax sul reddito incrementale e il cuore del CPB

Come funziona: la proposta dell'Agenzia delle Entrate

Il meccanismo operativo del CPB si sviluppa attraverso una sequenza di passaggi che coinvolgono sia l'Agenzia delle Entrate sia il contribuente. Il processo inizia con la messa a disposizione, da parte dell'Agenzia, del software di calcolo che elabora la proposta di reddito concordato. Questo software — integrato nei programmi di compilazione della dichiarazione dei redditi (tipicamente il software ISA o il modello Redditi) — utilizza i dati storici del contribuente, le informazioni presenti nelle banche dati fiscali e gli algoritmi previsionali per calcolare il reddito che il contribuente "dovrebbe" produrre nel biennio successivo.

La proposta non è negoziabile: il contribuente riceve un importo predeterminato e può soltanto accettarlo integralmente o rifiutarlo. Non esiste un margine di contrattazione né la possibilità di chiedere una revisione al ribasso. Questo aspetto è stato oggetto di numerose critiche, soprattutto nei casi in cui la proposta appare significativamente superiore al reddito effettivamente prodotto dal contribuente negli anni precedenti. Tuttavia, il legislatore ha ritenuto che la certezza e la semplicita del meccanismo prevalessero sulla personalizzazione della proposta.

La proposta viene formulata distintamente per due componenti: il reddito ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF per le persone fisiche, IRES per le società di capitali) e il valore della produzione netta ai fini IRAP. Per ciascun anno del biennio, i redditi proposti possono essere diversi, riflettendo una previsione di crescita o stabilita dell'attività economica. Il reddito concordato non può mai essere inferiore al reddito dichiarato nell'anno precedente — questo significa che il CPB non può essere utilizzato per dichiarare meno di quanto si è dichiarato l'anno prima.

Come si calcola il reddito concordato

Il calcolo del reddito concordato è effettuato dall'Agenzia delle Entrate attraverso una metodologia che tiene conto di diversi fattori. Per i contribuenti ISA, il reddito proposto è determinato sulla base dei seguenti elementi: il reddito d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato nel periodo d'imposta precedente; i dati ISA del contribuente (punteggio di affidabilità, variabili economiche, dimensione dell'attività); le stime di crescita del settore economico di appartenenza elaborate dall'ISTAT e dal MEF; eventuali fattori correttivi legati alla congiuntura economica.

Nota storica: nel solo anno sperimentale 2024, il calcolo per i forfettari si basava sui ricavi dichiarati applicando un coefficiente di crescita settoriale e il coefficiente di redditività del regime forfettario. Questa modalità non è più disponibile dal 2025.

Un aspetto critico del calcolo è che il reddito concordato costituisce un "pavimento" minimo: se nel corso del biennio il contribuente produce un reddito effettivo superiore a quello concordato, dovra comunque dichiarare il reddito effettivo (non può "appiattirsi" sul concordato). Viceversa, se il reddito effettivo è inferiore, il contribuente sarà comunque tenuto a pagare le imposte sul reddito concordato. Questo meccanismo rende il CPB particolarmente vantaggioso per chi prevede una crescita dei ricavi, e potenzialmente svantaggioso per chi prevede un calo.

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Come aderire: scadenze e modalità

L'adesione al CPB avviene contestualmente alla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta precedente a quello di inizio del biennio concordato. In pratica, il contribuente visualizza la proposta all'interno del software di compilazione della dichiarazione, valuta la convenienza e, se decide di aderire, barretta l'apposita casella nel modello dichiarativo. L'adesione è irrevocabile: una volta comunicata, non è possibile tornare indietro per il biennio in corso.

La scadenza per l'adesione è fissata al 30 settembre dell'anno di inizio del biennio (o l'ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura del periodo d'imposta per i soggetti IRES con esercizio non coincidente con l'anno solare). Attenzione a un equivoco frequente: il termine non coincide con quello ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi, ma lo anticipa. Per il CPB 2025-2026 la scadenza è stata il 30 settembre 2025; per il biennio 2026-2027 il termine è il 30 settembre 2026. È fondamentale rispettarla: l'adesione tardiva non è ammessa e non esistono forme di ravvedimento o sanatoria per chi non aderisce entro il termine.

Effetti dell'adesione

L'adesione al CPB produce una serie di effetti significativi sul piano fiscale e amministrativo. Il principale vantaggio è l'esclusione dagli accertamenti presuntivi: per il biennio concordato, l'Agenzia delle Entrate non potra effettuare accertamenti basati sugli ISA, sui parametri o su presunzioni semplici relativamente al reddito d'impresa o di lavoro autonomo. Restano invece fermi i poteri di accertamento ordinario basati su documenti (fatture, conti correnti, contratti) e quelli relativi ad attività non dichiarate o completamente occultate.

Un secondo vantaggio riguarda il punteggio ISA: l'adesione al CPB comporta automaticamente l'attribuzione del punteggio massimo di affidabilità (10 su 10) ai fini ISA, con tutti i benefici premiali connessi — inclusa l'esonero dal visto di conformita per le compensazioni di crediti fiscali fino a determinate soglie, la riduzione dei termini di accertamento e l'esclusione dalla disciplina delle società non operative.

Sul fronte contributivo, l'adesione al CPB ha effetti anche sulla base imponibile previdenziale: i contributi INPS dei commercianti e degli artigiani e quelli della Gestione Separata vengono calcolati sul reddito concordato anziché su quello effettivo, quando quest'ultimo è inferiore. Questo può rappresentare un vantaggio o uno svantaggio a seconda dei casi: si pagano più contributi di quelli dovuti sul reddito effettivo, ma si accumulano più anzianita contributiva.

L'imposta sostitutiva (flat tax)

Per rendere più appetibile l'adesione al CPB, il legislatore ha introdotto un regime opzionale di imposta sostitutiva sul reddito incrementale, ovvero sulla differenza tra il reddito concordato e il reddito dichiarato nel periodo d'imposta precedente. In pratica, anziché tassare l\'intero reddito concordato con le aliquote IRPEF ordinarie (dal 23% al 43%), il contribuente può optare per applicare un\'aliquota sostitutiva ridotta sulla parte eccedente. Novità D.Lgs. 81/2025: l\'imposta sostitutiva si applica entro un limite massimo di €85.000 di differenziale tra reddito concordato e reddito dichiarato nell\'anno precedente. Oltre tale soglia, si applicano le aliquote ordinarie (IRPEF 43% per persone fisiche, IRES 24% per società).

Le aliquote dell'imposta sostitutiva variano in base al livello di affidabilità fiscale del contribuente, misurato attraverso il punteggio ISA:

Punteggio ISAAliquota sostitutivaNote
Da 8 a 1010%Contribuenti più affidabili
Da 6 a 7,9912%Fascia intermedia
Inferiore a 615%Contribuenti meno affidabili
Forfettari10% / 3%ESCLUSI dal CPB dal 2025 (ammessi solo nel 2024 in via sperimentale)

L'imposta sostitutiva si applica esclusivamente al reddito incrementale, non all'intero reddito concordato. Per fare un esempio concreto: se un professionista ha dichiarato €40.000 nel 2024 e il reddito concordato per il 2025 è di €52.000, l'imposta sostitutiva al 10% si applichera solo sulla differenza di €12.000 (quindi €1.200), mentre i €40.000 di base continuano a essere tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Per un approfondimento completo, consulta la nostra guida all'imposta sostitutiva nel CPB.

Cosa succede se non si aderisce

Il rifiuto della proposta di concordato preventivo biennale non comporta, di per sé, conseguenze negative dirette per il contribuente. Non sono previste sanzioni, maggiorazioni d'imposta o penalita specifiche per chi sceglie di non aderire. Il contribuente continuera semplicemente a dichiarare il proprio reddito effettivo e a essere soggetto agli ordinari controlli fiscali, compresi quelli basati sugli ISA.

Tuttavia, chi non aderisce non beneficera dei vantaggi connessi al CPB: restera soggetto agli accertamenti presuntivi basati sugli ISA, non otterra il punteggio di affidabilità massimo con i relativi benefici premiali, e non potra accedere all'imposta sostitutiva agevolata sul reddito incrementale. Inoltre, il legislatore ha previsto che l'Agenzia delle Entrate possa utilizzare il rifiuto della proposta come uno degli elementi da considerare nella programmazione dei controlli, anche se questa previsione non equivale a un automatismo sanzionatorio.

⚠️ Attenzione

Il rifiuto del CPB non comporta sanzioni dirette, ma potrebbe aumentare la probabilita di essere selezionati per controlli fiscali. Valuta attentamente i pro e i contro con il tuo commercialista.

Cause di cessazione e decadenza

Il concordato preventivo biennale può cessare anticipatamente — prima della scadenza naturale del biennio — al verificarsi di determinate circostanze previste dalla legge. Le principali cause di cessazione sono: la cessazione dell'attività d'impresa o professionale; la modifica dell'attività esercitata (se comporta l'applicazione di un diverso ISA); la trasformazione della forma giuridica che comporta il passaggio da un regime di determinazione del reddito a un altro; circostanze eccezionali che determinano una riduzione significativa dei ricavi o del reddito (superiore al 30-50% rispetto a quanto concordato).

La decadenza, invece, si verifica quando il contribuente tiene comportamenti non corretti durante il biennio concordato: omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, accertamento definitivo di attività non dichiarate per importo superiore al 30% dei ricavi dichiarati, commissione di reati tributari, o modifica dei dati ISA in misura tale da determinare una proposta di reddito concordato inferiore a quella originariamente accettata.

Conviene davvero? Analisi costi-benefici

La convenienza del CPB dipende dalla situazione specifica di ciascun contribuente e non esiste una risposta universale. Tuttavia, è possibile individuare alcune categorie di soggetti per i quali l'adesione è tendenzialmente più o meno conveniente.

Il CPB conviene tendenzialmente a chi: prevede una crescita significativa dei ricavi nel biennio (il reddito concordato è un "tetto" fiscale); ha un punteggio ISA già alto e vuole consolidare i benefici premiali; vuole eliminare il rischio di accertamenti e contestazioni per il biennio; ha un reddito incrementale significativo e vuole tassarlo con l'aliquota sostitutiva ridotta anziché con l'IRPEF ordinaria.

Il CPB potrebbe non convenire a chi: prevede un calo dei ricavi o un periodo di difficoltà economica; ha un reddito concordato proposto significativamente superiore al reddito effettivo atteso; opera in settori con elevata volatilita dei ricavi; ha già un punteggio ISA molto elevato e gode dei relativi benefici anche senza CPB.

Un caso concreto: quanto si risparmia (e quando si perde)

Prendiamo Marco, artigiano con punteggio ISA di 9 (fascia più alta, aliquota sostitutiva al 10%). Nel 2024 ha dichiarato un reddito di €55.000. Per l'anno successivo l'Agenzia gli propone un reddito concordato di €65.000: un differenziale di €10.000 rispetto all'anno base, ben sotto la soglia di €85.000 entro cui operano le aliquote ridotte.

Differenziale di €10.000Con CPB (imposta sostitutiva)Senza CPB (IRPEF ordinaria)
Aliquota applicata10% (flat, ISA 9)43% (scaglione oltre €50.000)
Imposta sui €10.000 incrementali€1.000€4.300 + addizionali
Differenza a favore del CPB≈ €3.300 sul solo reddito incrementale

Lo scenario si ribalta se l'attività arretra. Se nel 2025 il reddito effettivo di Marco scende a €48.000, con il CPB pagherà comunque le imposte sui €65.000 concordati: circa €17.000 di reddito «fantasma» tassato senza essere stato prodotto. Senza CPB avrebbe versato solo sui €48.000 realmente incassati. È qui il cuore della scelta: il CPB premia chi cresce e penalizza chi arretra, perché il reddito concordato è un pavimento, mai un tetto.

Esempio semplificato a scopo illustrativo: non tiene conto di addizionali regionali e comunali, deduzioni e detrazioni personali né degli effetti sui contributi INPS. La convenienza va sempre verificata sui propri numeri con il commercialista.

Per una simulazione dettagliata con numeri reali applicati a cinque profili diversi di contribuente, consulta la nostra guida alla simulazione del CPB.

Il CPB per i contribuenti forfettari

Nota: quanto segue riguarda esclusivamente il periodo sperimentale 2024, ormai concluso. Dal 2025 i forfettari sono esclusi dal CPB. Per il solo 2024, la proposta di reddito concordato ai forfettari veniva formulata non sulla base degli ISA (che non si applicano a questo regime) ma attraverso una metodologia dedicata che teneva conto dei ricavi o compensi dichiarati, del coefficiente di redditività applicabile e dei fattori correttivi settoriali. Il reddito concordato era necessariamente un reddito forfettario — determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi/compensi stimati — e non un reddito analitico.

Per quel periodo l'aliquota dell'imposta sostitutiva sul reddito incrementale dei forfettari era favorevole: 10% per la generalità dei forfettari, ridotta al 3% per le start-up (che applicano l'aliquota ridotta al 5% nei primi cinque anni di attività). Considerando che l'imposta sostitutiva forfettaria ordinaria è già del 15% (o del 5% per le start-up), il vantaggio marginale risultava meno evidente rispetto ai soggetti ISA. Oggi questa possibilità non esiste più: i forfettari che vogliono pianificare il carico fiscale devono ricorrere agli strumenti ordinari del proprio regime.

Ultima verifica normativa: luglio 2026

Guida aggiornata al D.Lgs. 81/2025 ("Correttivo-bis", in vigore dal 12/06/2025) e alla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/E del 24 giugno 2025. Riferimenti normativi: D.Lgs. 13/2024 (istitutivo del CPB) e Legge delega 111/2023. Le scadenze indicate — adesione entro il 30 settembre — valgono per i bienni 2025-2026 e 2026-2027.

Domande frequenti sul CPB

No, l'adesione è completamente facoltativa. Il contribuente riceve la proposta dall'Agenzia delle Entrate e può liberamente accettarla o rifiutarla senza conseguenze dirette.

No, il concordato preventivo biennale si applica esclusivamente alle imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e all'IRAP. L'IVA resta assoggettata alle regole ordinarie e il contribuente deve continuare a liquidarla e versarla regolarmente.

Dipende dall'importo. Se i debiti tributari complessivi (compresi interessi e sanzioni) superano €5.000, l'adesione è preclusa. Tuttavia, i debiti oggetto di rateizzazione regolarmente in corso non vengono conteggiati ai fini di questa soglia. È quindi consigliabile regolarizzare eventuali debiti prima della scadenza per l'adesione.

Dovrai comunque pagare le imposte sul reddito concordato, non su quello effettivo. Il CPB è un impegno: accettando, ti vincoli a dichiarare almeno il reddito concordato per l'intero biennio, indipendentemente dall'andamento reale dell'attività. Per questo motivo conviene valutare la proposta con prudenza, simulando lo scenario peggiore di calo dei ricavi prima di aderire.

No, sono strumenti completamente diversi. Il concordato preventivo biennale è uno strumento fiscale per partite IVA attive e in regola. Il concordato preventivo disciplinato dal CCII è una procedura concorsuale per imprese in stato di crisi o insolvenza. Non hanno nulla in comune se non il nome.

Questa guida fa parte del portale Concordato.it

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